mercoledì 28 ottobre 2015

03.04 Favole: Jean La Fontaine (1611-1695)

<< [...] Considerando quanto costano le cause,
e quanto ne rimane a quelli in lite,
vedrete che vincono sempre gli avvocati
e ai litiganti i danni e le ferite. >>



domenica 25 ottobre 2015

03.05 Cibo e dispendiosità

I 16 oggetti più costosi del pianeta

Nella foto è rappresentato il celebre Tartufo Bianco d'Alba (Cuneo), uno dei cibi più costosi del mondo. Pesa circa un chilogrammo e mezzo, e costa 160.000 dollari (117.000 euro)!

03.03 La povertà di Oscar Wilde dovuta ad una vita troppo dispendiosa

Oscar Wilde


Oscar Fingal O'Flahertie WillsWilde (Dublino, 16 ottobre 1854  Parigi, 30 novembre 1900) è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese.
È noto soprattutto per l'uso frequente di aforismi e paradossi, per i quali è tuttora spesso citato.
Durante il periodo degli studi universitari, nell'estate del 1875, Oscar ritenne importante che non mancasse alla sua formazione culturale la conoscenza dei luoghi dell'arte e della cultura classica. Compì dunque un viaggio in Italia e in Grecia, durante i quali scrisse diversi sonetti e poesie.  Per via della lunga vacanza arrivò in ritardo al college per cui venne sospeso dagli studi, gli si vietò la residenza nel campus per il periodo del trimestre rimasto e fu privato di tutti i benefici.
Wilde a quei tempi si riteneva in condizioni di povertà che attribuiva all'impossibilità di un suo matrimonio con Florence Balcombe, la quale avrebbe risolto i suoi problemi economici. In realtà le sue difficoltà dipendevano dal tenore di vita eccessivamente dispendioso. Cercò quindi conforto e risorse presso sua madre che rifiutò di aiutarlo, sostenendo che per l'eredità ricevuta Oscar avrebbe potuto vivere in tranquillità per diversi anni.
Per due volte Wilde dovette presentarsi al tribunale per pagare dei debiti.  Il 13 giugno 1877 morì Henry Wilson, suo fratellastro da cui Oscar si aspettava una cospicua eredità, ma rimase deluso: ebbe la somma di 100 sterline e la parte dell'abitazione che aveva in comproprietà col fratello.

03.02 Pubblicità e dispendiosità

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03.01 Il dispendioso tenore di vita di Seneca

Seneca: "De vita beata"
Dialoghi, 58 d.C.

Il De vita beata è il VII libro dei Dialoghi di Lucio Anneo Seneca.
In esso, nella prima parte, Seneca si chiede in che cosa consista la vera felicità, per distinguerla da quella falsa che è comunemente cercata. Arriva alla conclusione che, secondo la concezione stoica, consiste nella virtù. Polemizza con l'epicureismo secondo il quale il sommo bene s'identifica con il piacere.
Nella seconda parte è in polemica con la folla che critica i filosofi accusandoli d'incoerenza tra il loro insegnamento e il loro comportamento, come possedere ricchezze, ricercare la fama, e condurre un tenore di vita assai dispendioso.
Seneca replica che in realtà il saggio non debba disprezzare le ricchezze al fine di non averle, ma al fine di averle senza farsene un'angoscia.

« [...] Perché dunque tu parli più fortemente di come vivi? Perché umili le parole davanti a un superiore e pensi che il denaro sia per te strumento necessario e sei turbato da un danno e versi lacrime udita la morte della moglie o d’un amico e hai riguardo alla tua fama e ti risenti dei discorsi maligni? Perché hai una campagna più curata di quanto il bisogno naturale richieda? Perché non ceni secondo le tue regole? Perché a casa tua si beve vino più antico della tua età? Perché gli oggetti d’oro sono esposti? Perché si piantano alberi che non daranno altro che ombra? Perché tua moglie porta alle orecchie un censo maggiore d’una ricca casa? Perché i paggi indossano vesti preziose? Perché è un’arte da te servire a tavola e gli argenti non si mettono come capita o va, ma si dispongono accuratamente, e c’è un esperto a tagliare le vivande? Perché possiedi oltremare? Perché più terre di quante conosci? [...] »

mercoledì 21 ottobre 2015

02.02 Dispendiosità nella poesia


C’era una volta un bravo omino
che aveva tre soldi, tre soldi e un soldino
e faceva i suoi conti così:

‘Due di pane, due di vino…
E la cicoria? E il fagiolino?
Su, proviamo a contare così:

due di pane e d’insalata,
due di vino… E la frittata?
Su, proviamo a contare così:

due per mangiare, due per bere…
E i bambini staranno a vedere?
Su, proviamo a contare così:

due per me, due per i figli…
E l’affitto, dove lo piglio?
Su, proviamo a contare così:

due per l’affitto, e bastano appena,
uno per il pranzo, uno per la cena…
E per le tasse? Proviamo così:

tre per loro, uno per noi…
Per oggi pazienza. E domani, poi?
Non va bene nemmeno così…’

Conta e riconta il bravo omino
i suoi tre soldi e il suo soldino,
li conta di qui, li conta di lì,

li volta in su, li volta in giù,
son sempre quattro, non uno di più…
E la benzina? E la tv?

martedì 20 ottobre 2015

02.03 Luoghi dispendiosi: l'hotel più costoso del mondo

In seguito ad un'indagine condotta dal Messaggero, l'hotel più caro del mondo è risultato essere il North Island Lodge delle Seychelles, un angolo di paradiso in mezzo al mare raggiungibile solo con un quarto d’ora di elicottero dalla principale isola dell’arcipelago, Mahé.


Il North Island è un isolotto roccioso che fa parte di un progetto di conservazione naturale; ha 11 "Villas" private da 450 mq ciascuna e dotate di tutto quanto si può immaginare in termini di comfort e servizi esclusivi, come la presenza di una piscina privata per ogni Villa.
Il prezzo minimo per un soggiorno al North Island è stellare: si parla di 5.900 € a notte per persona.